Il mio primo ebook

Ho deciso di convertirmi agli ebook.

Io che: “No vabbè ma vuoi mettere il cartaceo? Il caro vecchio libro è insostituibile.”

Dopo pagine e pagine fatte a brandelli gridando “coriandoli mamma” e decine di segnalibri smaterializzati, perchè dopo le penne i segnalibri sono gli oggetti che spariscono di più in casa mia, ho finalmente scaricato un ebook.

Semplice, facile e veloce. Si tiene il segno da solo, casomai avessi avuto l’idea di fare un orecchio allo smartphone, se è buio si illumina con la luce riposante e addio torcia per far luce sulle pagine quando sei a letto e in ultimo  basta veramente un minuto per avere sotto gli occhi il libro che desideravi: lo scegli, lo acquisti e lo leggi senza dover correre in libreria alle 19,30 mentre le patate sono in forno e “oh no! l’arrosto sta bruciando!”.

Ho Letto “Quello che le mamme non dicono” di Chiara Santamaria.

Personalmente se io dovessi descrivere la mia esperienza mamma-bambina-lavoro-maternità sarebbe esattamente il contrario di quello che descrive lei nel suo libro.

Io mia figlia l’ho voluta e desiderata fino allo sfinimento, se non fossi rimasta incinta probabilmente sarei finita al manicomio. L’ho amata da subito e non ho neanche fatto una grande fatica a gestire le cose dopo, al rientro a casa.

Detto questo ho comunque ADORATO questo libro.

Meraviglioso, scorretto ma soprattutto vero.

Tutte- e ne sono fermamente convinta che sia così per tutte- ci riconosciamo per un motivo o per un altro in lei che descrive la sua avventura a partire dalle famose due lineette rosa fino all’anno della bambina.

Perchè che siano voluti o inaspettati, che siano angeli mandati dal cielo o i figli segreti di Satana, che siano narcolettici o no, comunque i bambini stancano.

Si prendono tutte le tue energie, ti passano sopra con un carro armato e se vedono che non sei completamente sfinito fanno retromarcia per completare l’opera, ti distruggono in un modo che solo loro conoscono, ti portano allo sfinimento fisico e psicologico così che a volte vorresti strozzarli ma per fortuna non hai la forza per farlo.

Il punto è che lei racconta queste cose apertamente senza paura di sconvolgere o di essere guardata male da quelle mamme che dall’alto del loro piedistallo ti giudicano una pessima genitrice perchè “queste cose una madre non dovrebbe dirle”.

Consigliatissimo davvero per tutte le mamme e in generale per tutte quelle donne che: “Un figlio lo farei, ma….”.

A questo punto oltre al libro mi sento di consigliare vivamente anche gli ebook perchè li ho stupidamente snobbati per anni, come fanno in molti, ma ora non riesco più a farne a meno.

Dignità di farfallina

Leggo spesso sui social di ragazze che dopo essersi fatte una foto stupida commentano con “ogni dignità è persa” o mettono  hastag del tipo #dignitànoncenepiù, in particolare ne ho vista una che per la festa di laurea aveva degli occhialoni colorati e le classiche ali da farfalla per bambine che si usano a carnevale e ha commentato appunto in questo modo.

Si certo sei simpatica,a tratti magari ridicola, ma non sei proprio da perdita della dignità dai!

La dignità cara farfallina la perderai quando (e se) ti troverai in sala parto mezza nuda con la patata di fuori davanti a degli sconosciuti contro i quali imprecherai bestemmiando peggio di un camionista portoricano. Nel mentre potrà anche capitarti di vomitare a getto addosso al poverino che ti starà tenendo la mano e se sarai fra le più fortunate ti farai anche la cacca addoso fra una spinta e l’altra per far uscire il pargolo e allora SI potrai dire di aver perso ogni briciolo di dignità.

Sto esagerando?

No.

Il fatto è che quando te lo raccontano, ma tu ancora non hai partorito,non ci credi o fai come me che non ci vuoi credere perchè pensi di saperti controllare e di non arrivare a tanto.

Poi oh per carità non sarà certo per tutte così ma mi ricordo benissimo “il consiglio spassionato” che mi diede la ginecologa a una delle ultime visite.

Mi piaceva un sacco l’idea di partorire in acqua,il fatto che per la bambina fosse meno traumatico, il dolore che doveva essere lenito dall’acqua calda insomma per tutta una serie di fattori mi sarebbe piaciuto.

“Dottoressa ascolti ma se volessi partorire in acqua per lei andrebbe bene?”

“Posso darle un consiglio spassionato?”

“Dica”.

“Per me va bene, ma lasci perdere si ritroverebbe immersa in una vasca piena di sangue e merda, poi veda lei”.

E sti cazzi no?

Nel dubbio decisi di evitarlo il parto in acqua e tutto sommato la dottoressa avrebbe avuto ragione.

Ma cara farfallina torniamo a noi! Per quando sarà il momento tieni pronto il telefono per fare il selfie più importante della tua vita e ricordati che solo allora appoggerò il tuo hastag ogni dignità è persa perchè in quel caso, amica mia, avrai certamente ragione.

 

E’ così e basta

socrate

Partendo dal presupposto che tutto ciò è decisamente ingiusto,io spero che voi facciate parte delle “seconde” perchè diversamente se anche voi, come me, siete fra le “prime” allora ce l’avete nel c… oh pardon in quel posto.

Questa è una maledizione che mi segue fin da quando ero bambina!

Siccome ero la sorella più grande toccava sempre tutto a me: ” Guarda tuo fratello,apparecchia, stendi, fai i letti,passa l’aspirapolvere, fai questo, fai quello,bla bla bla”.

Chiaramente quando mia mamma tornava non è che ci fosse questo grande entusiasmo per le cose fatte, poi però guardava mio fratello che ADDIRITTURA era riuscito a mettere calze e mutande nel cesto della roba sporca ed ecco che partiva la standing ovation, lodi su lodi per questo gesto dalla eccezionale portata.

Le cose non sono migliorate crescendo. Al secondo anno delle superiori quella grandissima stronza della prof di greco decise di darmi la materia a settembre ,nonostante avessi 5,75 come media matematica ,perchè secondo lei poteva essere formativo ripassare durante l’estate. Ma 5,75 santo cielo, non 3 o 4!! Nessuno dava le materie a settembre con 5,75!!

Gliel’avesse spiegato lei a mia madre il discorso del “formativo”.

Un trituramento di palle per l’intera estate:

  • in piscina no perchè sei stata rimandata
  • a ballare no perchè sei stata rimandata
  • alle feste no così impari ad esser stata rimandata

Ma la palla al piede no?!

Mi limito a dirvi che mio fratello è stato bocciato tre volte e poi ha deciso di non finire la scuola e che la reazione di mia mamma è stata: “Eh ormai ce ne siamo fatti una ragione”.

Mi sembra giusta e coerente nelle sue posizioni, non sembra anche a voi?

A ventun’anni ho iniziato a lavorare in un negozio di abbigliamento, una grande catena all’interno di un outlet. Era una nuova apertura e mi avevano assunto per fare l’impiegata d’ufficio quindi contabilità, fatture, ordini, orari, questa doveva essere la mia principale mansione. Tutto ciò durò un mese. Dal mese successivo facevo esattamente quello che facevano gli altri, cassa, reparto,sistemazione alla sera, più il lavoro d’ufficio e chiaramente non ero pagata più degli altri.

E adesso?

Beh adesso non è cambiato proprio niente. Se io pulisco 6 pannolini in un giorno, faccio il bagnetto a Virginia, le preparo la pappa, la faccio giocare nel mentre faccio 50 kg di gelato, 40 caffè e dò una pulita al pavimento non ho fatto niente di strano perchè sono la mamma e stare in negozio è il mio lavoro. Mi pare ovvio che se il padre al mattino riesce a metterle la maglia per il verso il giusto e ad evitare i pantaloni felpati, tenendo conto dei 35 gradi all’ombra, dobbiamo metterlo in lista per il premio Oscar.

Del resto,come diceva il mio prof di filosofia, c’è chi può e chi invece porta la croce.

Solo un po’ di nausea

Avete presente in 50 sfumature di grigio la famosa frase di lui “Io non faccio l’amore,io scopo forte”? Ecco volendo rivisitare la citazione potrei dirvi che quando ero incinta io non avevo le nausee mattutine, io vomitavo forte.

Ma magari fossero state mattutine ‘ste nausee! Io vomitavo al mattino,al pomeriggio,alla sera e spesso anche di notte.

Per dieci settimane, dalla quinta alla quindicesima, ho avuto la testa perennemente nel water, che poi a dire il vero mica sempre avevo un bagno a disposizione.

Ho vomitato nello studio del mio medico di famiglia perchè in bagno c’era una simpatica vecchina e nello studio della ginecologa perchè il bagno era troppo distante dalla mia portata e fin qui niente di strano, ma ovviamente non mi sono limitata a questo.

Ho vomitato fuori dal finestrino della macchina scatenando l’ira di quello dietro e ovviamente in un’altra occasione ho vomitato anche all’interno della macchina.

Ho vomitato poco distante dal portone di casa, vicino a casa di una signora che inizialmente ha pensato stessi smaltendo una sbornia e che invece poi, svelato l’arcano, con una pacca sulla spalla mi detto:” Ah ma se sei incinta tranquilla poi passa!”

E grazie al cazzo poi passa!

Ho vomitato ogni giorno al lavoro dopo ogni caffè, perchè sfiga vuole che proprio a me che praticamente vivo in un bar l’odore del fondo del caffè ogni volta scatenasse l’ira del mio stomaco.

Ho vomitato nel portaombrelli di un negozio perchè mi sembrava di fare meno danni così che vomitando in mezzo alla sala e ho dato il meglio di me stessa il giorno di pasquetta quando ho vomitato a 10 cm dal barbecue perchè passandogli di fianco l’odore della griglia mi ha generato una nausea improvvisa e incontenibile.

Per due mesi ho bevuto solo coca cola col limone e acqua tonica ghiacciata e i miei pasti,quando riuscivo a mangiare, si limitavano a pasta al pomodoro e maionese a cucchiate.

Mia mamma era sconvolta. Secondo una sua teoria medica accertata siccome lei non aveva mai avuto nausee e io invece vomitavo da mattina a sera dovevano essere per forza gemelli.

Chiaramente la ginecologa mi disse di mandarla a cagare.

La verità è che si, vomiterete. Alcune una volta sola, alcune solo tre mesi, altre poverine fino a che non sforneranno il pupo. Ma è normale.

E’ normale anche che siate circondate da ragazze incinte che mai hanno avuto un principio di nausea o un accenno di vomito, ma tranquille per punizione divina mentre ve lo racconteranno a voi salirà la nausea e a quel punto,datemi retta, mirate alle scarpe o alla borsa.

 

Devo fare pipì

Il tempo incalza. Ci scorre via dalle mani senza darci il tempo di accorgercene. Passiamo giorni,ore, minuti a programmare ed organizzare il nostro tempo tanto che se ci rimangono 5 minuti per fare la pipì possiamo considerarci fortunati perchè “Evvai anche oggi non me la sono fatta addosso!”

Tu corri tutto il giorno come una disgraziata, lavori, stai dietro ai bambini, se ci riesci (io no) tieni in ordine la casa, ogni tanto ringrazi il cielo per avere quei famosi 5minuti per fare la pipì e alla sera quando spegni la luce per andare a dormire il pensiero è sempre quello: “E anche oggi ce l’ho fatta cazzo”.

Poi però ti rendi conto di avere due esseri anomali che ti girano intorno.

Potrebbero essere stati morsi da un ragno come spiderman o magari venire da Krypton come Clark Kent, il punto è che non sono umani.

Il tempo corre veloce anche per loro, ma sono dei robot e a loro il tempo gli fa un baffo.

Chi sono??

Tua mamma e tua suocera.

Loro fanno le stesse cose che fai tu ma nel mezzo lavano,stirano, puliscono,cucinano,fanno la spesa,un po’ di giardinaggio, danno da mangiare a tuo figlio e lo fanno dormire perchè rassegnatevi voi scrollerete sempre il fagotto per delle mezz’ore senza il minimo cedimento da parte sua mentre in zero nanosecondi la nonna dicendo “Adesso dormi” lo farà dormire per ore e ore e ore e ore…….

Nello stesso istante in cui io dico “Vado-a-fare-pipì” mia suocera innaffia l’orto,pianta 4 peonie,prepara due teglie di lasagne, inforna la torta e  cambia le lenzuola.

Mia mamma dal canto suo è la regima del bucato, lei ha sempre qualcosa da lavare. In bagno ha uno scaffale con tutti i prodotti che esistono in commercio per fare il bucato. Ditene uno forza, a caso! Lei ce l’ha sicuro. Quello per i bianchi,quello per i neri,quello per i colorati,lo smacchiatore per l’unto,quello per il cioccolato e quello per i frutti rossi. Si ha anche quello.

Mentre io faccio pipì lei fa 4 lavatrici, ne stende 3, mette a bagno i tendoni e prepara la frittata.

Non ce la farò mai a diventare così! Loro non sono di questa terra!

Io faccio fatica a trovare il tempo per fare la doccia e loro negli stessi 10 minuti ci piazzano doccia,piega,trucco e smalto.

Se non ci fossero questi due esseri soprannaturali da quando è nata Virginia io sarei al manicomio quindi a loro dico grazie.

Detto questo lo so che esistono anche altri tipi di mamme e suocere, magari vi è toccata la mamma giramondo che manda la cartolina con gli auguri a Natale e il regalo al compleanno del bambino per posta o magari la suocera arcigna e maligna col porro sul naso ma devo dire, per fortuna, non è il mio caso.

Angurie e limoni

Se sei incinta e vuoi fare l’epidurale devi fare l’incontro con l’anestesista. Una cosa veloce, ti spiegano di cosa si tratta e ti fanno firmare un modulo per il consenso. Solitamente l’incontro non è individuale ma collettivo e la domanda alla quale tutte vogliono una risposta CERTA è la seguente: “Ma la fate sempre? Di giorno, di notte,se fa bello,se fa brutto,se…se…se…?? ” E, a meno che non siate in ospedali piccoli o secondari, la risposta è “si CERTO l’anestesista c’è SEMPRE”.

Non fidatevi vi stanno prendendo per il culo.

O meglio vi stanno dicendo una mezza verità.

Si, perchè se avrete la mia sfiga partorirete la notte fra sabato e domenica mentre in sala operatoria sarà in corso un cesareo e la vostra vicina di letto starà dando di matto minacciando il suicidio nella sala parto di fianco.

Ahimè in ordine di priorità voi state all’ultimo posto perchè chiaramente la poverina sotto ai ferri ha bisogno l’assistenza dell’anestesista fino alla fine dell’intervento; poi viene la matta che più che dell’anestesista avrebbe bisogno dello psichiatra, ma questa è un ‘altra storia e poi ci siete voi che a detta dell’ostetrica siete bravissime e proprio per questo “NO non aspetteremo di fare l’epidurale ma faremo alla vecchia maniera”.

Avete presente quando in Senti chi parla Mollie dice a James che partorire è come far uscire un’anguria da un limone? Ecco in quel momento il mio pensiero  era anguria-limone/limone-anguria cazzo!

Nel mio caso con qualche spinta ben data, anche senza punturoni, il limone è riuscito ad espellere l’anguria, una signora anguria di 4kg e 70g.

Alla squilibrata vicina di letto alla fine hanno fatto l’epidurale così dopo aver abbandonato la follia suicida è riuscita a riposarsi un p0’ prima di dare alla luce un fagottino di poco più di 2kg e 700.

La ginecologa che nella fase finale dormiva stravaccata sulla vasca per il parto in acqua (con tutta la mia approvazione dopo un turno di 12 ore) dopo essersi ripresa dal dolce sonno ha voluto infierire sul mio limone con ago e filo nonostante io non fossi molto d’accordo e, cito testualmente, mi ha urlato contro: ” Vorrai mica andare in giro con la patata squartata!”

No, certo che no cuci pure, fammi male e infierisci sulla mia patata squartata intanto lo sappiamo tutte due che l’epidurale la meritavo io e non la schizzofrenica.

 

Occasioni da prendere al volo (sottotitolo ninfomani coi controc…)

Uomini, mi rivolgo a voi. Avete presente quando la vostra compagna, o moglie che sia, vi dice che, perchè no, potrebbe essere arrivato il momento di allargare la famiglia? Quel momento in cui con occhi dolci e voce romantica vi dice che sarebbe bello avere un fagottino che si aggira per casa?

Ecco in realtà vi sta raggirando cercando di farvi sembrare partecipi nella decisione, ma nella sua testa c’è già una mappa concettuale ben definita con:

  • Nome per la femminuccia
  • Nome per il maschietto
  • Momenti propizi per il concepimento
  • Spaccio dei pannolini più vicino
  • Varie ed eventuali

Non vogliamo fare di tutta l’erba un fascio, ma il 51% delle volte è così.

Attenzione però! Non arrabbiatevi con la lei in questione perchè sta per arrivare il momento più bello della vostra vita.

Quando una donna decide che è arrivato il momento di avere un bambino subisce una trasformazione.

Christian Grey paragonato a lei è un ragazzino inesperto.

Si accanirà su voi neanche foste il suo schiavo e vi sottometterà finchè non andrete a segno.

Non è più la donna che conoscevate, è una ninfomane coi controcazzi.

Ho sentito di piselli stanchi, sfiniti e stremati che per l’occasione hanno preso la parola e con un filo di voce hanno chiesto la tregua: “Ti prego! Sono solo un pezzo di carne, ho bisogno un  time out. E poi senti un pò com’è che prima avevi sempre mal di testa?!”

Ma come!! Sempre li a lamentarvi e adesso mi fate la brutta figura?

Quindi cari mariti-fidanzati-conviventi sfruttate l’occasione perchè non vi capiterà mai più (a parte quando lei deciderà di fare il secondo figlio).

 

Sa-tutto-lei

Non importa quanto tu ti impegni, quanto ti adoperi per cercare di fare bene le cose e di essere una buona mamma, che poi neanche buona ,diciamo accettabile.

Tutto quello che farai non sarà mai abbastanza perchè lei è li, in agguato, ti ascolta e ti osserva pronta a sferrare l’attacco.

Si lei. Lei che avendo partorito 12 minuti prima di te ha più esperienza, perchè è mamma da più tempo.

La mamma che “lo è da prima di te” ha sempre l’ultima parola. Lei sa.

Lei ti dà consigli, chiaramente non richiesti come del resto il 90%dei consigli post partum, e ha la presunzione di sapere, lei, cosa è meglio per i figli, tuoi.

Ora, il problema è che col mio lavoro di mamme-so-tutto-io ne vedo parecchie ogni giorno e ,neanche si fossero messe d’accordo, tutte si indignano quando la Virgi mi chiama dicendo “Mamma tetè!”

Tetè a casa nostra è la tetta, quella che una volta era piccola ma bella, alta e soda e adesso invece sembra una pera cotta, penzoloni e un pò raggrinzita. Perchè sapete anche voi che all’inizio le tette vanno bene tutte due, ma poi comincia ad esserci la loro preferita, perchè stanno più comodi, perchè gli piace di più, perchè l’altra gli sta antipatica, non lo so il perchè ma è così punto e basta.

Per quanto io ci provi ancora non sono riuscita a toglierle la tetta e quindi cosa vogliamo fare? Mi mettete alla gogna? Vado in piazza e mi tirate le pietre?

No, certo che no. Mi spaccate i maroni che vi diverte di più.

  •  “Perchè sai io ho allattato fino a 9 mesi e poi ho smesso per non creare un attaccamento troppo forte e comunque dovresti togliergliela ormai ha 18 mesi è grande.”
  • “Mah guarda io ho allattato due mesi poi era una cosa insopportabile cioè dovevo stare li precisa ogni 3ore a sua disposizione, chissà che incubo per te.”
  • “Perderai due o tre notti ma se fai come ti dico io in meno di una settimana riuscirai a togliergliela poi al massimo risolvi col ciuccio che con mio figlio funzionava sempre”.

Vi svelo un segreto: mia figlia il ciuccio lo odia, non lo vuole, le fa schifo proprio; no per me allattare non è un incubo, non lo è mai stato, diversamente non lo avrei fatto per 18 mesi anche perchè nessuno mi darà il premio per migliore mucca da latte 2016 e no non credo che l’attaccamento che si è creato fra me e lei le creerà problemi nella vita.

Gradatamente da sola si sta allontanando dal volere le tetta, prima la voleva mattina, pomeriggio e sera; poi ha iniziato a non chiederla più il pomeriggio e ore la chiede solo la sera come “coccola” per andare a dormire.

Piano piano torneremo tutte ad essere padrone della  nostra tetta, ma ho idea che comunque la piccola sanguisuga un po’ ci mancherà.

E vacci un giorno in gita!

Metti di avere un solo giorno di riposo alla settimana.

Metti di dover andare dalla pediatra e a fare la spesa, di dover cambiare le lenzuola e, perchè no, magari riuscire anche a metterti lo smalto nei piedi.

E’ Mercoledì,sono le 16 e hai finito di fare il tutto. Cosa vorresti fare? Riposarti?!

Certo che no. Alle 16,30 ti metti in macchina con padre, figlia e nonni con direzione passerella sul lago d’Iseo.

Quello che dicono i giornali non è mica vero. Non è vero che ci sono 80000 persone e che c’è un gran casino: è molto peggio.

La gente pur di riuscire a prendere la navetta che ti porta a Sulzano ti cammina sulla testa,ti tramortisce e ti lascia li agonizzante con un unico obiettivo: arrivare prima di te.

Ora capisci bene che gli stronzi poi ci rimangono male quando arrivi e ti fanno passare dalla corsia preferenziale perchè c’è la Virgi sul passeggino e hai la precedenza, perchè si caro amico, anche se mi sei passato sopra col carro armato tu aspetti e io no.

Ore 19,30 siamo sulla passerella.

Bellissimo, è veramente qualcosa che vale la pena di vedere. Sei li esattamente in mezzo al lago, dove normalmente non potresti mai stare se non su di una barca, e cammini. Segui una scia di persone lunga 5 km sospesa sul lago. La sensazione è molto “ballerina”, sei stabile ma ti sembra che sotto i piedi ci sia qualcosa che ondeggia e che si muove senza però farti  cadere.

Virgi era euforica. Ogni 4 passi cadeva perchè non riusciva a tenere l’equilibrio, ma si è divertita un sacco!

Meraviglioso con la luce del sole e ancora più affascinante con l’illuminazione notturna alle 11 abbiamo finito il giro e scendiamo dalla passerella.

Chiaramente non immaginiamo lontanamente cosa ci aspetta.

Saliamo in paese per avvicinarci alle navette ed ecco che è follia. All’entrata della passerella c’ è talmente tanta gente che sono stimate 5 ore di coda per entrare. Le persone che devono tornare ai paesi vicini per recuperare la macchina sono migliaia e le navette sono al collasso. La folla pur di riuscire a salire sul bus si butta in mezzo alla strada per arrivare il più vicino possibile alle porte e la polizia armata di megafoni, fischietti e palette di lancia letteralmente sulla folla per fare contenimento. Roba che i celerini allo stadio sono dei dilettanti.

Come noi, la maggior parte delle persone con bambini sui passeggini o comunque con poca voglia di mischiarsi a quel casino decide che la soluzione solo una può essere: farsela a piedi.

Ebbene si, dopo 9 km di passerella ci siamo sparati 10 km a piedi di notte su una strada provinciale per tornare al parcheggio. Più di 1000 persone  che con bambini,cani,zaini borse e quant’altro, nonostante avessero già pagato la corsa della navetta, hanno dovuto mettersi in fila indiana e “pedalaree”.

A metà tragitto il panino con la salamella delle 00,30 ci è sembrato doveroso e fortunatamente siamo riusciti anche a far addormentare Virgi passandocela in braccio un pò a turno.

Ore 01,45 siamo alla macchina. Da lontano ci sembra un miraggio ma invece no è reale ce l’abbiamo fatta!

Ore 3,40 vedo la porta di casa. Alle 4,00 finalmente il letto è nostro……

….sento un rumore, sto sognando è come un campanello…ore 6,30 è la sveglia che suona cazzo!

Fresca come una rosa, coi piedi quadrati e due occhiaie che neanche un panda vado ad aprire il bar, intanto voglio dire per riposarmi ho tempo mercoledì prossimo no?!

17 mesi, 3 settimane e due giorni

“Ma che amore, quanto ha?”

“17 mesi, 3 settimane e due giorni” rispose lei gonfia e orgogliosa del suo sapere.

Ora, ahimè, questa è la realtà almeno una volta una risposta del genere l’abbiamo data tutte. Perchè per la mamma è normale, nella sua testa al momento del parto viene installato una specie di software con un conteggio automatico di giorni,ore,minuti.

Due giorni fa una signora in negozio mi ha chiesto quanti anni avessi e molto sbrigativa ho risposto “quasi 27″. Salta su mia madre, che con orecchio bionico aveva sentito dal retro, e con manifesta acidità mi dice: ” Veramente ne hai solo 26 e mezzo anzi per la precisione neanche ancora perchè li fai il 19.”

No vabbè ma che davvero? (Come direbbe Chiara Santamaria)

Comunque il problema dell’età dei bambini non sta tanto nella mamma quanto nel suo interlocutore perchè ci sono due tipi di interlocutori:

  • Altre mamme
  • Non mamme o uomini

Nel caso tu stia parlando con un’altra mamma lei ti risponderà qualcosa del tipo: “Oh gioia, il mio invece ha 21 mesi, 6 giorni e tre quarti d’ora”.

Se tu invece stai parlando con una non mamma o con un uomo stai generando il panico.

La loro espressione diventa interrogativa che neanche i cartoni animati quando la faccia gli diventa un gigantesco punto di domanda.

Si guardano le mani e cominciano a contare:” quindi se 12 mesi è un anno e 24 mesi sono due, lui ha 17 mesi, tre settimane e due giorni quindi praticamente ha quasi un anno e mezzo?!”

Un attimo di silenzio per ricontrollare i conti.

Poi tu rispondi “Si esatto.”

“Ah vabbè ma potevi dirlo subito, sai io con sti mesi non è che ci capisco tanto.”

Potevo dirlo subito è vero, ma che divertimento c’era?!